BPO e salute: efficienza ed integrazione tra attori della filiera.

Accesso alle cure e percorsi digitali

L’accesso alle cure rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del sistema sanitario. Non si tratta soltanto di garantire la disponibilità di medici, strutture e prestazioni, ma di costruire percorsi che permettano alle persone di ottenere le cure di cui hanno bisogno in modo semplice, tempestivo e sostenibile. È uno degli aspetti salienti emersi nel recente convegno “Let’s Keep in Touch”, organizzato da Manydesigns e sponsorizzato da Gruppo De Pasquale, che ha visto confrontarsi speakers di rilievo, tra mondo accademico, sanitario, assicurativo e dei servizi connessi.

Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che la qualità dell’assistenza non dipende esclusivamente dall’eccellenza clinica, ma anche dalla capacità di coordinare processi, servizi e attori diversi. Tempi di attesa, complessità amministrative, difficoltà di orientamento e sostenibilità economica possono infatti trasformarsi in ostacoli concreti all’accesso alle prestazioni.

In questo scenario, il futuro della sanità passa attraverso una maggiore integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale, sanità privata, welfare aziendale, fondi sanitari, compagnie assicurative e strutture di cura. La sfida non è sostituire un modello con un altro, ma costruire un ecosistema capace di mettere il cittadino al centro, riducendo la distanza tra bisogno di salute e risposta concreta.

Come evolvono domanda di salute ed accessibilità alle cure 

Il diritto alla salute è uno dei pilastri del welfare italiano, ma le trasformazioni demografiche, economiche e organizzative degli ultimi anni stanno mettendo sotto pressione la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di garantire un accesso uniforme alle cure.

Le più recenti evidenze Eurispes confermano la persistenza di forti differenze regionali in termini di investimenti, disponibilità di servizi e risultati di salute. Nonostante una spesa sanitaria pubblica media di circa 2.216 euro pro capite, i divari territoriali incidono sull’accessibilità delle prestazioni e sulla qualità percepita dell’assistenza. Parallelamente, aumenta il numero di cittadini che faticano a sostenere le spese sanitarie, con conseguenze sui comportamenti di cura e sui bisogni di protezione.

Le disuguaglianze si riflettono anche sugli esiti di salute: tra le regioni più virtuose e quelle più fragili si registra un divario di 13 anni nella speranza di vita in buona salute. Indicatori come mortalità evitabile, multicronicità e mobilità sanitaria mostrano come la capacità di risposta del sistema sia ancora fortemente condizionata dal contesto territoriale.

La mobilità sanitaria interregionale rappresenta uno degli aspetti più critici: molti cittadini continuano a spostarsi per ottenere cure ritenute più accessibili o di migliore qualità. Analogamente, le difficoltà economiche nell’accesso alle prestazioni evidenziano un peso della spesa sanitaria distribuito in modo disomogeneo, aumentando il rischio di rinuncia o rinvio delle cure.

Anche la fiducia nel sistema sanitario, la diffusione dell’Assistenza Domiciliare Integrata, la disponibilità di medici di medicina generale e la soddisfazione per l’assistenza infermieristica presentano forti differenze regionali, segnalando modelli organizzativi e livelli di servizio molto diversi.

Nel complesso, le disuguaglianze sanitarie non dipendono solo dalle risorse economiche, ma anche da differenti capacità di programmazione, investimento e governance dei sistemi regionali.

In questo contesto, la protezione sanitaria assume un ruolo sempre più centrale. L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e l’aumento delle spese a carico delle famiglie alimentano la domanda di strumenti capaci di facilitare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa e garantire percorsi assistenziali continuativi.

Per compagnie assicurative, fondi sanitari integrativi e operatori della salute, queste dinamiche rappresentano una sfida ma anche un’opportunità. Comprendere l’evoluzione dei bisogni e le principali vulnerabilità della popolazione è essenziale per sviluppare servizi e modelli integrati pubblico-privato in grado di migliorare l’esperienza di cura dei cittadini e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario.

Sanità integrativa e welfare sanitario

A questa evoluzione contribuisce anche il progressivo rafforzamento del rapporto tra strutture sanitarie, compagnie assicurative e soggetti specializzati nella gestione dei processi amministrativi. In un contesto in cui il numero di prestazioni erogate attraverso formule assicurative e integrative è destinato a crescere, la capacità di semplificare autorizzazioni, pratiche amministrative, rimborsi e rendicontazioni diventa un elemento determinante per migliorare l’esperienza del paziente.

La sanità integrativa non può limitarsi a finanziare una prestazione, deve essere in grado di costruire percorsi fluidi, ridurre i tempi burocratici e favorire un dialogo efficace tra tutti gli attori coinvolti, creando un sistema in cui il cittadino percepisca un unico percorso di cura e non una successione di interlocutori separati.

Digitalizzazione dei processi sanitari

La semplificazione amministrativa come leva di accesso alle cure

Quando si parla di accesso alle cure, spesso l’attenzione si concentra sulla disponibilità delle prestazioni o sulla presenza di strutture sul territorio. Tuttavia, esiste un’altra dimensione fondamentale: la semplicità amministrativa.

Autorizzazioni, verifiche di copertura, gestione dei documenti, rapporti tra assicurazioni e strutture sanitarie rappresentano passaggi essenziali che, se non adeguatamente gestiti, possono rallentare il percorso di cura e generare frustrazione per tutti i soggetti coinvolti.

Per questo motivo stanno assumendo un ruolo sempre più strategico soluzioni e organizzazioni specializzate nella gestione dei processi sanitari e assicurativi, capaci di fungere da punto di raccordo tra compagnie assicurative e fondi sanitari, assicurati/assistiti e strutture di cura. La loro funzione non è soltanto amministrativa, ma contribuisce concretamente a rendere il sistema più efficiente, trasparente ed accessibile.

La vera innovazione non consiste solo nell’introdurre nuove tecnologie, ma nel creare collegamenti efficaci tra i diversi attori della filiera sanitaria, eliminando attriti e complessità che spesso ricadono sul cittadino.

Verso un modello sanitario più integrato, equo e sostenibile

L’evoluzione del sistema sanitario richiede inoltre una nuova capacità di collaborazione tra pubblico, privato e sanità integrativa. La crescita della domanda di salute e l’aumento della spesa sanitaria rendono sempre più necessario individuare modelli di coesistenza equilibrata tra Servizio Sanitario Nazionale e strumenti assicurativi.

In questo scenario, il valore non deriva soltanto dalle coperture offerte, ma dalla capacità di coordinare l’intero percorso di accesso alle prestazioni. Strutture sanitarie, compagnie assicurative, fondi e operatori specializzati sono chiamati a lavorare in modo sempre più integrato per garantire continuità, semplicità e sostenibilità.

L’obiettivo non è creare sistemi paralleli, ma costruire un ecosistema in cui ogni attore contribuisca a rendere l’accesso alle cure più rapido, trasparente e vicino alle esigenze delle persone.

Innovazione e nuove tecnologie 

L’innovazione in sanità non può essere ridotta alla sola introduzione di nuove tecnologie: il suo vero valore emerge quando riesce a migliorare l’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze, sostenere il lavoro dei professionisti e rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

Oggi il governo dell’innovazione richiede un approccio orientato agli outcome e alla centralità della persona, superando la logica del semplice “technology push”. Perché l’innovazione generi risultati concreti, è necessario trasformare la conoscenza individuale in apprendimento organizzativo, favorendo interoperabilità, condivisione delle competenze e collaborazione multidisciplinare.

In questo contesto, come sottolineato da Altems Università Cattolica del Sacro Cuore, assumono crescente rilevanza figure di raccordo come il Chief Innovation Officer, chiamato a svolgere un ruolo di facilitatore, traduttore tra linguaggi clinici, manageriali e tecnologici, e promotore di una cultura dell’innovazione sostenibile.

La sfida non è introdurre nuove tecnologie, ma governarle in modo equo, umano e orientato al valore pubblico, mantenendo al centro la relazione di cura e la qualità dell’esperienza dell’assicurato/assistito/paziente.

L’innovazione va dunque “vissuta” come una leva di accesso alle cure; nel passaggio a modelli organizzativi value-based innovation oriented, la centralità dell’“humanness”è fondamentale; così come il ruolo del Chief Innovation Officer e la necessità di una governance che integri tecnologia, organizzazione e cultura.

Business Process Outsourcing (BPO) e Salute 

La crescente integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale e sanità integrativa, non in contrapposizione ma in un modello di coesistenza, e l’importanza della gestione amministrativa e dei processi come leva di accesso alle cure sono temi spesso sottovalutati ma centrali per semplificare l’esperienza del cittadino.

Il Gruppo De Pasquale, con oltre 40 anni di esperienza nel BPO e una forte expertise nel settore assicurativo, grazie alle sue società partner, in particolare Sint e Winflow, si pone come soggetto facilitatore, tra i diversi attori della filiera sanitaria (compagnie assicurative, fondi sanitari, assicurati/assistiti e strutture sanitarie). Anche grazie alla partnership con Manydesigns, realtà di riferimento nell’ambito delle piattaforme tecnologiche per l’ambito Salute, è in grado di gestire l’operatività di tutti i player dell’ecosistema Salute combinando sinergicamente tecnologia e competenza.

Con un approccio distintivo che pone al centro il valore dell’expertise umana, il Gruppo è, infatti, in grado di erogare servizi di Customer Service e Back Office per il presidio di tutte le fasi dell’operatività assicurativo/sanitaria, dall’assistenza all’assicurato/assistito alla liquidazione:

    • assistenza all’assicurato – Centrale operativa/CUP, informazioni e gestione della prenotazione per l’assicurato /solvente;
    • autorizzazione –  verifica coperture e garanzie assicurative, apertura del sinistro, autorizzazione della prestazione;
    • check amm.vo contabile – analisi documentazione (fatture, certificati medici, ecc.) e riconciliazione fatture/PIC;
    • liquidazione – liquidazione sinistro – ricovero ed extra – ricovero/reiezioni, eventuale interessamento verso la struttura sanitari.

Conclusione

L’accesso alle cure sarà uno dei principali indicatori della qualità del sistema sanitario nei prossimi anni. La sfida non riguarderà soltanto il numero di prestazioni erogate, ma la capacità di accompagnare le persone lungo percorsi sempre più semplici, inclusivi e sostenibili.

Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario favorire una collaborazione più stretta tra sanità pubblica, sanità integrativa, strutture di cura, compagnie assicurative e operatori specializzati nella gestione dei processi. L’innovazione tecnologica avrà un ruolo importante, ma il suo valore dipenderà dalla capacità di migliorare concretamente l’esperienza delle persone.

Il futuro della sanità non sarà costruito da un singolo attore, ma da un ecosistema capace di collaborare, condividere informazioni e mettere al centro il bisogno reale di salute. In questo equilibrio tra innovazione, efficienza e inclusione si gioca la possibilità di garantire cure più accessibili e percorsi più semplici per un numero crescente di cittadini.

In questo contesto, l’Outsourcing specialistico supportato dalla tecnologia agisce come facilitatore delle interlocuzioni tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera della salute, nonché come braccio operativo che crea efficienza e valore.

Al link allegato video intervista di Paolo Osvaldo Agnelli, CTO Gruppo De Pasquale  https://www.pltv.it/?p=86732&preview=true


Read More
Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Grande partecipazione al webinar “Costruire ora la nuova società della longevità”, organizzato dal Gruppo De Pasquale e moderato da Debora Rosciani de Il Sole 24 Ore. Un confronto ricco e interdisciplinare che ha coinvolto esperti del settore sanitario, assicurativo e dei servizi di outsourcing specialistico a supporto:

  • Ing. Esposti, Direttore Innovazione e Sviluppo dell’Ospedale San Raffaele

  • Paolo Meciani, Founder di Bime Consulting

  • Loredana Russi, Responsabile Insurance Division del Gruppo De Pasquale

  • Mariafilomena Genovese, Responsabile Business Strategy del Gruppo De Pasquale

Un dialogo necessario su un tema di grande attualità che riguarda l’intera collettività: la longevità come nuova sfida sociale, economica e sanitaria.

Un Paese che invecchia: i dati ISTAT che fotografano il cambiamento

L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2025:

  • i centenari erano 23.548, oltre 2.000 in più rispetto all’anno precedente;

  • al 1° gennaio del 2009 erano 10.158; in 15 anni sono più che raddoppiati;

  • l’83% dei centenari è donna, un gap di genere con implicazioni non solo sanitarie ma anche economiche e sociali.

Numeri che impongono un cambio di passo: vivere di più significa ripensare i modelli di prevenzione, assistenza e protezione assicurativa.


Perché un webinar sulla longevità oggi

Viviamo nella società della longevità, dove non basta vivere più a lungo: è essenziale vivere meglio.
Il Gruppo De Pasquale, nel mese dedicato alla prevenzione e all’educazione finanziaria, ha scelto di aprire un dialogo strutturato su queste sfide, forte del suo ruolo nel Business Process Outsourcing, erogato tramite le società partner Winflow e  Sint, nei settori assicurativo e salute.

Il Gruppo è inoltre attivo direttamente nella prevenzione innovativa, grazie a una startup tecnologica sviluppata con una primaria compagnia assicurativa, che offre servizi accessibili a tutti basati su AI e soluzioni digitali avanzate.


Prevenzione e salute: cosa sta cambiando davvero?

La longevità richiede responsabilità individuale e visione collettiva.
Se l’Italia eccelle nelle cure, la cultura della prevenzione è ancora frammentata e poco diffusa.

Oggi prevale la prevenzione secondaria. In altri Paesi europei – come Svizzera e Germania – i check-up preventivi personalizzati sono più strutturati e incentivati.

Durante il webinar è emerso un tema cruciale:
👉 la sottoassicurazione cronica degli italiani, legata anche alla scarsa cultura della prevenzione.
Incrementare la prevenzione significa migliorare la salute pubblica e anche ottimizzare la sostenibilità del sistema sanitario.


Come costruire una vera cultura della prevenzione?

Gli esperti hanno delineato alcune direttrici strategiche:

1. Coordinamento tra settore sanitario, assicurativo e istituzioni

Serve una visione comune e sistemica, non iniziative isolate.

2. Best practices internazionali adattate al contesto italiano

Singapore è un caso virtuoso: screening obbligatori dai 40 anni, maggiore responsabilizzazione dei medici di base, protocolli standardizzati.

3. Educazione già nelle scuole

Nutrizione, stili di vita, sport, prevenzione dei rischi (come obesità e diabete).

4. Protocolli nazionali uniformi

Percorsi chiari per medici e pazienti, soprattutto in presenza di patologie croniche.


La prevenzione è un tema di sistema: serve sinergia

L’ecosistema salute è complesso e frammentato. Oggi più che mai sono necessari:

  • processi semplificati per prenotazioni, rimborsi, accesso ai servizi;

  • gestione intelligente dei dati sanitari;

  • maggiore collaborazione pubblico–privato.

Su quest’ultimo punto, il webinar ha evidenziato criticità importanti: la triangolazione tra tutti gli attori coinvolti è ancora insufficiente.


Come favorire integrazione, collaborazione ed azione sinergica?

Dal webinar emergono tre fattori fondamentali:

  • analisi delle Best Practice di altri paesi virtuosi, per calarli nel contesto domestico;
  • azioni congiunte e concrete, sia per diffondere la cultura della prevenzione, sia per un ripensamento dei prodotti e servizi offerti e soprattutto dei modelli di gestione degli stessi, in particolare la presa in carico del paziente;
  • l’utilizzo dell’AI come fattore abilitante.

Verso un nuovo paradigma di presa in carico del paziente

Gli ospedali e i servizi sanitari stanno passando da un modello “a silos” a un modello longitudinale, che accompagna il paziente nella sua intera esperienza di salute.

Nelle strutture sanitarie virtuose si introducono:

  • protocolli personalizzati di prevenzione;

  • accordi con strutture esterne (es. palestre) per percorsi integrati;

  • servizi di interventional longevity, efficaci per ridurre i rischi e aumentare gli anni di vita in salute.

Parallelamente, le compagnie assicurative spingono su prodotti più personalizzati e sulla Long-Term Care.


Il ruolo dell’outsourcer: fare sistema e facilitare le connessioni

Nel complesso ecosistema salute, il Gruppo De Pasquale svolge una funzione chiave:

  • semplifica l’accesso ai servizi;

  • velocizza lo scambio di dati e flussi informativi;

  • supporta assicurati, fondi, strutture sanitarie nella gestione efficace ed efficiente delle attività di presa in carico, prenotazione visite e check up, rimborsi ecc.

  • essendo il primo contatto con l’assicurato/assistito, intercetta bisogni reali e li traduce in insight utili per compagnie assicurative e strutture sanitarie.

Gli operatori della Centrale Operativa svolgono spesso il ruolo di “mediatori culturali”, fornendo supporto informativo e formativo, aiutando gli utenti a comprendere meglio i servizi, le polizze e i percorsi sanitari e indirizzandoli verso soluzioni praticabili, con competenze tecniche e soft skills avanzate.


AI e salute: verso un ecosistema più integrato e personalizzato

Dal webinar emerge che l’AI è per la totalità dei attori coinvolti un abilitatore fondamentale principalmente per:

  • semplificare l’accesso ai servizi sanitari;

  • personalizzare prevenzione e cura;

  • anticipare i bisogni di salute;

  • costruire prodotti assicurativi più vicini agli individui;

  • migliorare la gestione documentale, le autorizzazioni, i processi di back office.

AI + competenze umane = valore aggiunto

Un’equazione al centro dell’approccio del Gruppo De Pasquale, che combina un mix di competenze specialistiche, continuamente formate, con l’utilizzo di tecnologia avanzata:

  • l’AI gestisce interazioni semplici, sempre sotto il governo dell’operatore;

  • gli operatori esperti intervengono sulle casistiche complesse;

  • l’AI estrae dati, accelera processi, genera insight utili anche alle compagnie e alle strutture sanitarie;

  • con l’aumento dell’utilizzo dell’AI cresce il livello di specializzazione degli operatori e la personalizzazione del supporto erogato in relazione alle specifiche esigenze dell’assicurato/assistito/cliente.


Telemedicina e personalizzazione: l’esperienza dell’Ospedale San Raffaele

Dal 2019, ben prima della pandemia, l’Ospedale San Raffaele integra telemedicina e AI nei suoi servizi, investendo in:

  • percorsi clinici personalizzati sulla base di dati genetici, clinici e di stile di vita;

  • accompagnamento step-by-step del paziente;

  • superamento dei modelli organizzativi a silos, tipici delle strutture sanitarie, a favore di un’esperienza del paziente fluida e continua nell’arco della sua vita.


Collaborare per innovare: la sfida dei prossimi anni

Un altro aspetto importante, più volte sottolineato, è la necessità di superare la logica tradizionale di provider tra strutture sanitarie e compagnie di assicurazione, aprendo la strada a:

  • co-design di nuovi servizi e prodotti;

  • integrazioni digitali e formative, ad esempio per broker e operatori della filiera assicurativa per una maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • nuovi modelli di business congiunti di prevenzione, cura e protezione assicurativa abilitati dall’AI.


Conclusione: la longevità è una grande opportunità, se si fa sistema

Dal webinar emerge un messaggio chiaro: 👉 la longevità è una realtà che offre molte opportunità, ma per essere sostenibile richiede una nuova cultura della prevenzione ed un approccio sinergico e  collaborativo tra i tutti gli attori coinvolti nell’ecosistema della salute.

Assicurazioni, strutture sanitarie, istituzioni, ed outsourcer specializzati devono lavorare insieme per:

  • migliorare l’esperienza del paziente,

  • rendere la prevenzione accessibile e sostenibile,

  • valorizzare i dati e il patrimonio informativo per una salute più personalizzata,

  • contribuire alla costruzione di un sistema in cui vivere a lungo significhi anche vivere meglio

Per approfondire le tematiche, al link la registrazione completa del webinar. 


Read More
Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le Normative sulla Privacy e Condizioni del Servizio di Google.